Visita a Gavi

gavidi Nicola Galleani

Iniziando la visita da nord est, dall’antica porta di Genova, si entra in Via Mameli, sulla destra si trova il palazzo Candia ( Via Mameli nr. 10 /12). Antica famiglia di Gavi i cui membri hanno ricoperto innumerevoli cariche pubbliche e sono stati per generazioni notai. L’apparente modestia del palazzo non deve trarre in inganno, essi, infatti possedevano l’intero isolato che comprendeva tutta l’area compresa tra via Mameli, vico Rose e via Garibaldi., portando i gaviesi a definirlo il “quartiere delli Candia”.

In Via Mameli nr 20/22 si trova il Palazzo Montaldo, famiglia originaria del borgo omonimo situato tra Carrosio e Ronco Scrivia nel quale possedevano il Castello. La famiglia di origine feudale, assunse notevole importanza nella Repubblica di Genova sino ad annoverare due Dogi. A Gavi si sono trasferiti probabilmente a seguito della decadenza del borgo natio. Al riguardo, bisogna ricordare che, in epoca antichissima la strada che dai Giovi o dalla Bocchetta passava ben in alto lungo il crinale, avvicinandosi, nei pressi di Carrosio al borgo di Montaldo. Solo in seguito, la strada passò in basso determinando la perdita di importanza per Montaldo. Così, la famiglia si trasferì in parte a Genova ed in parte a Gavi.

A sinistra (Via Mameli 31) si trova il Palazzo Ayroli. Questa era una antica famiglia nobile genovese, Agostino Maria era Governatore di Novi, mentre il figlio Giò-Batta nel 1783 fu Doge della Repubblica. La presenza della famiglia a Gavi è documentata con Agostino, Commissario della Valle del Bisagno e di Savona. Nel 1716 divenne proprietaria del palazzo  dove ospitò i quartieri d’inverno per le truppe austriache comandate dal Botta-Adorno. A seguito della nota rivolta popolare, le truppe austriache furono assalite dai paesani ed il palazzo venne incendiato. In origine. il palazzo era stato realizzato nel ‘400 dalla nobile famiglia Scribanis. Il Palazzo, di grandi dimensioni, dato che sul lato del fiume scende sino alla piana sottostante, era in origine riccamente decorato come testimoniato dal recente ritrovamento di fotografie dell’800 dove appare nella sua forma originaria. Il Palazzo ospitò Francesco I Re di Francia, Francesco VI Duca di Mantova e nel 1625 il Maresciallo Lesdighiers.

Sulla destra, si trova il Palazzo Lomellini (nr. 42). La famiglia era una delle più antiche e ricche di Genova dato che, oltre ai traffici commerciali con le colonie avevano in concessione lo sfruttamento del corallo sull’isola di Tabarca.
Alla repubblica di Genova hanno dato un’innumerevole lista di ambasciatori, senatori, governatori, procuratori e militari. Stefano Lomellini di Giò-Francesco fu Doge nel 1752 e risulta essere il proprietario del Palazzo. Nel corso degli ultimi due secoli passa di mano diverse volte, tra cui la famiglia Borlasca e Cambiaso. I diversi passaggi di proprietà non giovano alla proprietà che, dapprima viene suddivisa in due parti e in seguito il piano terra viene trasformato eliminando l’androne di ingresso e, pochi anni dopo, sopprimendo i decori originari.

sangiacomoSubito dopo si giunge nella piazza, sulla quale si affaccia a sinistra la Chiesa Parrocchiale di San Giacomo, di fronte il palazzo Rocca-Sertorio, ed a destra, il Palazzo del Capitano ed il Palazzo Doria, contiguo a Palazzo Lomellini.

Il Palazzo Rocca, di imponenti dimensioni e riccamente decorato, rivela la propria importanza se visto dalla corte orientata verso sud. La famiglia Rocca è una antica famiglia genovese. A Gavi ne troviamo traccia a partire dal 1566, con Lorenzo che è Console della repubblica in Gavi. Alla fine del 1700 Pompeo Rocca, insigne giureconsulto, viene incaricato di una delicata missione a Torino per definire con il re i confini tra i due Stati. Per le sue qualità, viene ascritto nel 1781 alla Nobiltà genovese e diventa Senatore.
Fu munifico e provvedette a finanziare l’ampliamento dell’ospedale di San Giacomo di Gavi. Sua figlia Geronima (detta Momina), ultima discendente della famiglia sposa il Marchese Nicolò Sertorio, portandogli in eredità il palazzo.

gavi2Oltrepassato il Vicolo Rastelli, sulla destra (nr. 70) possiamo vedere la facciata di quella che era l’entrata principale del Palazzo Pinelli. I Pinelli erano un’antica famiglia consolare genovese, alla quale apparteneva Agostino, il quale, dopo una intensa vita di attività pubbliche, venne eletto Doge nel 1555.
Il Palazzo, di cui si può ammirare la facciata recentemente restaurata percorrendo vico Rastelli sino a via Garibaldi, fu edificato nel 1657 per volontà di Filippo Maria Pinelli, figlio di Costantino, che dimostrò grande ottimismo stante la terribile pestilenza che, proprio in quell’anno, colpì Genova e Gavi.
La gestione dei lavori fu assegnata al maestro muratore Andrea Firpo, un onesto capo mastro locale che un paio d’anni prima aveva vinto l’appalto per lo sbancamento della collina di Monte Moro.
Il progetto architettonico del Palazzo, invece, fu realizzato dall’architetto Antonio Torriglia, un artefice genovese che in quegli anni era anche impegnato alla costruzione del grandioso Albergo dei Poveri a Genova. Nel 1805 vi alloggiò Napoleone Bonaparte di passaggio a Gavi, diretto a Genova dopo essere stato incoronato imperatore a Milano. Il Palazzo fu poi venduto da Giuseppe Pinelli a Gerolamo Serra nel 1813. Negli anni seguenti l’edificio subì alcuni interventi di restauro e ammodernamento da parte della famiglia Serra, la quale nel 1948 lo vendette a privati per una diversa destinazione d’uso. Da allora rimase in abbandono, questo almeno sino al 2003, quando la nuova proprietà lo restaurò riportandolo all’antico splendore.

Dalla parte opposta al palazzetto Pinelli, vi è un gruppo di palazzi di foggia diversa, ma tutti appartenenti in origine alla famiglia genovese dei Da Passano. Il primo palazzo (nr. 61), rivela ancora la foggia medievale ed è l’unico palazzo di questo tipo che ha mantenuto la struttura originaria con gli archi in pietra a sesto acuto. Alla metà del 1600 venne venduto ai Reggio, anch’essa antica famiglia genovese la quale, ricoprendo incarichi pubblici per la repubblica era presente in zona sin dal 1500. Nel 1811 fu rivenduto ai Romano, storica famiglia gaviese e grandi benefattori. La proprietà dei Da Passano, secondo le ricerche in corso, era molto estesa, poiché si estendeva nel 1600 sino a via Magione ad ovest e  a via De Simoni a sud e denota l’importanza che questa famiglia, di cui abbiamo attualmente poche notizie sulla loro presenza a Gavi. Filippo nel 1586 fu signore di Bagnasco e nel 1589 Conte di Mornese, il suo discendente Antonio fu doge di Genova e le sue nipoti Marina, che risulta essere proprietaria del palazzo adiacente a quello dei Reggio alla fine del ‘700 e Angela che aveva sposato Giovanni Battista Ayroli, anch’esso Doge di Genova. A Gavi risultano presenti nel XVIII secolo con diverse proprietà (cascine Sopraripa Zerbetta, Lugarara, Morgassi Ca’ Antiga). Angelo Alberto (coniugato con Teresa Reggio), il figlio Nicolò Gerolamo nato nel 1739  (coniugato con Teresa Gentile).

Subito dopo il palazzo Reggio-Romano si trova un palazzo (nr. 67) la cui facciata, probabilmente di foggia identica la precedente,  è stato completamente ristrutturato in epoca rinascimentale, rimuovendo completamente le caratteristiche strutture medievali. Nel 1800, appartenne ad un ricco commerciante di Gavi; Mazzarello.

A destra il Palazzo Baciocchi (nr 74). Fu realizzato nel 1709 dal Colonnello Giovanni Battista Baciocchi accorpando due piccoli edifici medievali, alzandolo di un piano e realizzando un ampliamento in verso via Ospedale. Il Colonnello Baciocchi, di antica famiglia nobile genovese, apparteneva ad un ramo trasferitosi in Corsica nel 1500. Tornato nel continente avendo scelto la carriera militare, ebbe diversi incarichi militari fra cui al Priamar di Savona, giunse al Forte di Gavi all’inizio del 1700. Qui, sposò Giacinta Gatti, appartenente ad una ricca famiglia gaviese, che gestiva il lucroso affare del deposito del sale. La moglie portò in dote gli immobili di via Mameli, che modificati e ristrutturati furono il loro palazzo familiare. La famiglia ebbe notevole fortuna, arrivando possedere molte proprietà terriere nei dintorni.
blasoniIl palazzo pervenne per successioni ereditarie ad Settimio, canonico di Gavi ed alla sua morte fu venduto dagli eredi ai Reggio. Pervenne in seguito ai loro discendenti Marchesi Gropallo.

Subito dopo, a sinistra si incontra vico Magione, che fa angolo con il Palazzo Borlasca, importante famiglia di Gavi. Cavalieri di Malta, scienziati musicisti e notai. Agostino Borlasca fu membro del Consiglio del Governo Provvisorio nominato il 31 Luglio 1814 dal Generale Bentinck a seguito della fine della Repubblica di Genova. I Borlasca sono originari di Arquata Scrivia. Nel 1528 furono ascritti negli Usodimare. Il palazzo omonimo fu costruito nel 1400 e nel 1529 ospito’ Carlo V. In origine era stato costruito da Stefano Lomellino, passò di proprietà alla famiglia Coco e, in seguito ai Borlasca.

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